Il traffico delle vite.
La tratta, lo sfruttamento e le organizzazioni criminali
Disponibile l'ultimo volume della Collana InCreaSe (n.15).
Di Fabrizio Floris.

Attraverso interviste a operatori sociali e funzionari pubblici, questionari e focus group, questa ricerca ha indagato la condizione delle vittime di tratta provenienti dalla Nigeria. Un fenomeno complesso con varie diramazioni che, tuttavia, hanno un medesimo approdo: il marciapiede. Il libro dà conto di questa complessità: dallo sfruttamento, alle azioni di contrasto, all’accoglienza e al riscatto. Segnalando l’evoluzione di un fenomeno per il quale la storia non si coniuga al passato, ma in un perpetuo presente.

 

C'è un fenomeno che si pensava fosse relegato alle pagine dei libri di storia, o presso genti e terre lontane, e invece si trova nel cuore delle città occidentali. È la tratta degli esseri umani, l'equiparazione della vita umana a una merce, e riguarderebbe secondo le stime dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) 40 milioni di persone sfruttate a livello sessuale, lavorativo, per accattonaggio e attività illegali. Si è trattato di uno scivolamento progressivo dello sguardo (e delle scelte individuali) frutto di un immaginario colonizzato che ha portato gli occhi dei più a considerare nella normalità dell'esistenza l'esposizione di corpi lungo le strade, di persone accatastate in baracche dove la vita sembra essere senza possibilità di scelta come se la libertà fosse incastonata in una sorta di servitù volontaria..
La ricerca esposta nel volume ha indagato, attraverso interviste a operatori sociali e funzionari pubblici, questionari e focus group, la condizione delle vittime di tratta provenienti dalla Nigeria. Un fenomeno complesso che segue varie diramazioni che, tuttavia, hanno un medesimo approdo: il marciapiede. Nello stesso tempo c'è una grande rete di accoglienza che guarda alla persona, ai suoi diritti e ai suoi bisogni. Il libro dà conto di questa complessità: dallo sfruttamento, alle azioni di contrasto, all'accoglienza e al riscatto. Segnalando l'evoluzione di un fenomeno per il quale la storia non si coniuga al passato, ma in un perpetuo presente.
Fabrizio Floris, laureato in Economia, dottore di ricerca in Sociologia, ha insegnato Antropologia economica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Torino e Sociologia generale presso le Università di Milano e Betlemme. Ha condotto ricerche sul campo nelle baraccopoli di Nairobi, nei campi profughi del Kenya e alla periferia di Torino. Tra le sue pubblicazioni recenti si segnalano Periferie esistenziali. Da rispettare, superare, distruggere (Robin&Sons, 2018) e Gino Filippini. Uomo per gli altri (Gabrielli, 2021)